Ma se oggi tutto questo è
cambiato, se alcune delle cose positive sono andate perse, perché non
conservare almeno quel momento di genuinità della domenica, quel punto fermo
per il quale tutti correvano a casa, ad incollarsi alla stesso schermo? Fillus de anima
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Questo sintagma ispira: Fillus de anima. Sembra un insieme di parole d’affetto. Forse ho fatto un volo pindarico per riatterrare su un significato che non è propriamente il suo, ma volendo intendere il fillus de anima in una sfumatura diversa, si potrebbe dire che sia colui che non è legato a noi da un vincolo di sangue, ma che in qualche modo ci è figlio, parente, persona cara. Questo individuo ci è vicino per un motivo speciale: il nostro legame è de anima, la nostra affinità è dal punto di vista dei sentimenti. Inspiegabilmente, nonostante le possibili differenze di età, di genere e di razza, ci sentiamo intimi, come se condividessimo entrambi qualcosa che solo in pochi possiamo comprendere.
Ed è per ciò che ho creato questa pagina. Per chiunque la veda e deciderà di aderire, perché condivide una stessa profondità di pensiero.
sabato 3 dicembre 2011
L'appuntamento sportivo
Ma se oggi tutto questo è
cambiato, se alcune delle cose positive sono andate perse, perché non
conservare almeno quel momento di genuinità della domenica, quel punto fermo
per il quale tutti correvano a casa, ad incollarsi alla stesso schermo? sabato 26 novembre 2011
Questione di fiducia
sabato 19 novembre 2011
Mal di cibo
di Diego Palombi
sabato 12 novembre 2011
E tu lo conosci Wilson Greatbatch?
Quando un personaggio famoso viene a mancare, ecco che i media si
scatenano e, per qualche giorno, o in alcuni casi qualche settimana (basti
pensare a Michael Jackson), tv, radio, giornali e riviste varie non parlano
d’altro.
Eppure qualche giorno
prima, precisamente il 27 settembre scorso, un altro personaggio degno di nota
è morto e la sua scomparsa non ha ricevuto dai media, e di conseguenza dalle
persone, nemmeno un decimo dell’attenzione suscitata da quella di Steve Jobs.
Sto parlando di Wilson Greatbatch: non ha recitato in un film che ha sbancato i
botteghini e non ha cantato singoli da dieci milioni di copie: però ha
inventato il pacemaker.
Certo, la sua invenzione non è un must per chiunque voglia essere alla moda, ma
per moltissimi è stato ben più importante: ha salvato loro la vita. sabato 5 novembre 2011
Italianizziamoci
Disse Bernardo di Chartres: “noi siamo come nani che siedono sulle spalle dei giganti, di modo che possiamo vedere più cose e più lontano di loro, non con l’acutezza del nostro sguardo o con l’altezza del corpo, ma perché siamo portati più in alto e siamo portati ad altezza gigantesca.”
E questo concetto i cinesi
l’hanno capito bene: un progresso senza basi, senza riscontro nelle tradizioni
non porta da nessuna parte. Così la Cina mira a salvare il mito di se stessa,
per non farsi sopraffare dall’Occidente, che di storia alle spalle ne ha da
vendere: quest’offensiva culturale è volta a dare sicurezza alla nazione stessa,
esponendo il peso della sua civiltà.

