Quando un personaggio famoso viene a mancare, ecco che i media si
scatenano e, per qualche giorno, o in alcuni casi qualche settimana (basti
pensare a Michael Jackson), tv, radio, giornali e riviste varie non parlano
d’altro.
In fondo in questo non c’è
nulla di male: è giusto che, alla morte di persone che a loro modo hanno cambiato il mondo, o comunque
hanno fatto qualcosa per essere ricordate, esse vengano premiate con articoli e
servizi televisivi che ripercorrono la loro storia, permettendo a chi li aveva
seguiti nel loro percorso (qualunque esso sia) di offrir loro un addio
simbolico e a chi non ne aveva mai sentito parlare di venire a conoscenza dei
loro meriti.
Ritengo però discutibile
il metodo utilizzato dai media per scegliere di chi parlare e, soprattutto, per
decidere quanto tempo dedicargli.
Come tutti ormai sapranno,
il 5 ottobre di quest’anno Steve Jobs è morto e giustamente, per almeno una
decina di giorni, è stato l’argomento sulla bocca di tutti. Non per sminuire
l’operato di questo grandissimo personaggio, ma non sembra necessario
rielencare le sue virtù, dato che i media gli hanno dedicato uno spazio
talmente grande, che anche chi prima non aveva mai sentito parlare di lui, ora
sa perfettamente di chi si tratta e perché deve essere ricordato.
Eppure qualche giorno
prima, precisamente il 27 settembre scorso, un altro personaggio degno di nota
è morto e la sua scomparsa non ha ricevuto dai media, e di conseguenza dalle
persone, nemmeno un decimo dell’attenzione suscitata da quella di Steve Jobs.
Sto parlando di Wilson Greatbatch: non ha recitato in un film che ha sbancato i
botteghini e non ha cantato singoli da dieci milioni di copie: però ha
inventato il pacemaker.
Certo, la sua invenzione non è un must per chiunque voglia essere alla moda, ma
per moltissimi è stato ben più importante: ha salvato loro la vita.
Sarebbe inutile, oltre che sbagliato, mettere a confronto questi due
personaggi al fine di stabilire chi dei due abbia fatto di più per l’umanità,
ma penso sarebbe giusto che i media dedicassero tempo a tutti coloro che lo
meritano, non solo a chi fa tendenza.
di Alessandro Tais
Per saperne di più:
Biografia di W.
Greatbatch:
Il
New York Times parla di W. Greatbatch:
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